Dizionario Ecclesiastico illustrato 1987 r. - Agostino Ceccaroni
Vicedomino Vicedomini, o de' Vicedomini o de Vicedominis (Piacenza, intorno al 1210 – Viterbo, 6 settembre 1276), è stato un cardinale italiano, investito tale da papa Gregorio X, appartenente all'Ordine Francescano.
Nacque a Piacenza tra il 1210 ed il 1215 da nobile famiglia; era imparentato, essendone il nipote o forse il cugino da parte di madre, con Tedaldo Visconti, il futuro papa Gregorio X. Ben poco si conosce della sua giovinezza: si sa soltanto che si sposò relativamente giovane, ebbe due figli ed era un giurista ed avvocato. Rimasto presto vedovo, decise di intraprendere la carriera ecclesiastica intorno al 1240 e si recò in Francia, forse su consiglio del suo illustre parente che, in quegli anni, si trovava in quella nazione al seguito del cardinale Giacomo Pecorara. Così, nel 1241 lo troviamo come canonico del capitolo della cattedrale di Clermont-Ferrand e, qualche anno più tardi, con lo stesso incarico ma nella ben più prestigiosa cattedrale dell'arcidiocesi di Narbonne[1][2]. Nel 1251 prese parte, insieme a Guy Foucois, il futuro papa Clemente IV, ad un'ambasceria presso la corte di Carlo d'Angiò in Provenza e successivamente accompagnò il sovrano in Italia. In quel periodo Vicedomino prese gli Ordini, divenendo prima diacono poi sacerdote, ed entrò anche nell'Ordine Francescano, ma di questi pur importanti momenti della sua vita religiosa non sono note le date. Il 22 luglio 1257 fu eletto arcivescovo di Aix-en-Provence, sede ove rimase per sedici anni; nel 1265-1266 Clemente IV lo inviò prima in Sicilia e quindi a Napoli con Carlo d'Angiò, in una missione che gli procurò unanimi elogi[3] per la sua serietà ed onestà; da notare il rapporto di amicizia che si instaurò con Clemente IV molto prima che quest'ultimo divenisse papa: d'altronde il Foucois non poteva non stimare questo mite e rigoroso frate francescano che, come lui, era vedovo ed aveva figli e, sempre come lui, era stato un avvocato. Nel 1272 lo zio, papa Gregorio X, lo inviò come legato papale in importanti missioni in Lombardia, in Romagna ed in Veneto. Nel concistoro del 3 giugno 1273 Gregorio lo creò Cardinale vescovo con titolo di Palestrina[4]; essendo un uomo umile e modesto, si dice che avesse chiesto al papa di indossare solo il cappello cardinalizio, mantenendo per abito il saio.[senza fonte] Partecipò attivamente al secondo Concilio di Lione.
Nel 1275 ricevette il titolo di San Marcello in commendam e nello stesso anno divenne Decano del Sacro Collegio.
Dopo la morte di Gregorio X prese parte sia al conclave aretino che elesse Innocenzo V (gennaio 1276) che al conclave romano del luglio 1276, al termine del quale fu eletto papa Adriano V e successivamente, alla morte di quest'ultimo, al conclave che iniziò a Viterbo il 19 agosto dello stesso 1276. Durante questo conclave, Vicedomino morì improvvisamente, il 6 settembre 1276. I suoi resti mortali, vestiti del saio francescano[5], furono posti in un semplice sarcofago in peperino nella viterbese Basilica di San Francesco alla Rocca. La tomba del Vicedomini subì nei secoli successivi varie modifiche ed ampliamenti, ma a causa del bombardamento alleato del 17 gennaio 1944 che danneggiò gravemente la Basilica, ne rimane oggi soltanto la statua sepolcrale originale in peperino.